venerdì 3 maggio 2013

la continua ricerca di piacere agli altri

Leggo nella stragrande maggioranza dei miei pensieri, azioni, desideri,
una continua ricerca di trovare approvazione, consenso dall'esterno.

Come una forza centrifuga che mi sbalza dal mio centro
per portarmi verso lidi che non mi appartengono,
se non nella mia mente.

La fissazione verso il piacere agli altri è il diretto corrispettivo
del continuo agire perseguendo la disapprovazione, i cd bastian contrari.

Sto via via riflettendo su questo aspetto della mia personalità
e mi sto accorgendo che il piacere agli altri non è di per sè negativo,
così come non lo è il fare sempre contrario agli altri.

Ciò che, invece, dimostra, lo sviluppo della nostra autorealizzazione
è la capacità di ascoltarsi.
Ascoltare il proprio cuore, quella voce divina che, pur parlando,
rimane il più delle volte inascoltata.

Uno delle vie più efficaci per raggiungere una diretta comunicazione
con questa nostra parte profonda, depositaria delle nostre verità.
Intendo verità personali.
E' lo stare in silenzio in un luogo aperto, magari vicino agli alberi.

Non abituati, ci vorrà un pò di pratica per azzittire la mente
e i suoi continui pensieri e connesse emozioni.

Ma di certo ci sarà di grande aiuto.

Tutta l'energia che disperdiamo concentrandoci sull'esterno,
diventerà alchemica trasformatrice di molti dei nostri blocchi.

Chi guarda fuori sogna, diceva Jung,
chi guarda dentro si sveglia...

Tutto l'energia che non disperdiamo cercando l'approvazione esterna
ci porta più veloce verso il nostro centro.

Mi dispiace perdonami grazie ti amo
(non sono impazzito, è il matra Ho'oponopono,
ripeterlo quante più volte è possibile,
ci aiuta a portarci al nostro centro)




sabato 19 maggio 2012

la mia chiave

Dopo quasi sei mesi di assenza
ritorno a scrivere un post.

Questo ritorno ha un sapore diverso.

In questi mesi ho vissuto l'esperienza interiore
più significativa fino a questo momento nella mia vita.

Come sapete da circa sei anni
è nata in me una continua ricerca di capire le cose del mondo,
ma soprattutto di capire me stesso.

Ho letto migliaia di libri, ho seguito decine e decine di corsi, ho sperimentato tutte le tecniche e metodologie che avevano come scopo principale il benessere interiore.

Ebbene, quel seme di inconscia speranza di trovare prima o poi la mia chiave
ha prodotto il suo frutto.

Ho finalmente trovato la mia chiave,
il mio "sistema" per migliorare completamente la mia vita.

Questo metodo, ormai abbastanza diffuso, si chiama Ho'oponopono.

Lo conobbi un anno fa, lo sperimentai per qualche settimana
ma poi l'ho accantonato per ragioni che ignoro.

Dal mese di novembre scorso poi l'improvvisa ispirazione :)

E da quando l'ho ripreso con metodicità,
ho sperimentato la meraviglia dell'essere!

Da oggi in poi su questo blog scriverò tanto sull'Ho'oponopono.
Soprattutto quello che so e che vengo a sapere.

Sperando che anche tu possa utilizzare questa tecnica
che nella mia vita sta facendo miracoli.

Il 12 luglio sposerò Cinzia,
e anche questo felicissimo traguardo
lo devo all'Ho'oponopono...

Grazie grazie grazie!


domenica 20 novembre 2011

Essere ordinari è la cosa più straordinaria...

Tutti vogliono essere straordinari.
Eppure non c'è cosa più banale.

Essere ordinari e rilassati per questo
ha in sè una straordinarietà senza pari.

Nessuno può distruggere
la beatitudine di una persona in grado di accettare
la propria ordinarietà senza crucci, senza lamentele
ma con gioia.

Sii un autentico essere umano.

La società e le religioni del mondo,
senza eccezione,
hanno dato all'uomo ideali sovrumani.

L'unico risultato ottenuto è questo:
nel tentativo di essere un superuomo
perdi il tuo essere umano.

Il superuomo, il supervirtuoso,
il supersanto, il superfamoso,
il superpotente, il superintelligente
non arriveranno mai,
sono finzioni utopiche.

Accetta con immensa gioia
il tuo essere ordinariamente umano.

Distruggi tutti gli ideali che hai ereditato dalla società.
Prima che distruggano loro te.

Nell'esistenza non ci sono gerarchie.

Il più piccolo filo d'erba
ha lo stesso valore
della più grande stella del cielo. 

Sei straordinario
semplicemente come sei...

mercoledì 26 ottobre 2011

non forzare...

Non possiamo costringere l'esistenza a renderci felici,


Uno sforzo simile appartiene all'ego.
E proprio quello sforzo crea in noi infelicità.
Proprio quello sforzo ci annichilisce.

Non è possibile pretendere la felicità.
Non è un diritto.



Nessuna legge,
nessuna sentenza di un tribunale potrà mai riuscire
a renderci felici.

Nessun potere ci potrà rendere felici.

Puoi essere felice
ma non puoi rivendicare la felicità
nè pensare di meritarla
nè tantomeno perseguirla.

Puoi attenderla,
puoi essere ricettivo,
arrenderti all'esistenza,
in paziente attesa
ma non puoi pretenderla.

La felicità non è un diritto,
non va cercata direttamente.
Non puoi perseguirla.

Devi persuaderla.

E' come una donna.
Bisogna corteggiarla in maniera indiretta.

Se dicessi ad una donna "Voglio portarti a letto"
sarebbe un approccio troppo diretto.

Qualsiasi donna con una dignità
magari ci viene pure a letto con te
ma in cuor suo ti considera superficiale.

Se nella tua mente non è presente quel pensiero,
potrai godere della semplice vicinanza con quella donna.

Un giorno andrai a letto con lei,
ma sarà un accadere.

Lascia che la felicità accada,
non tentiamo di forzarla.

Non c'è fretta alcuna.

La fretta è uno spreco.

E rallenta gli eventi :)

sabato 1 ottobre 2011

Sicuro sicuro?!

Le vette sono sia una sfida sia un terrore.
Da un lato c'è l'aspirazione verso l'alto
dall'altro troviamo la paura rispetto alla sicurezza e alla protezione.

Eppure nella vita esiste solo una certezza: la morte.
Non c'è cosa più insicura della vita.
si può essere sicuri solo nella tomba.
Là dentro tutto è certo.


Un discepolo di Confucio chiese al suo maestro:
"vorrei avere sicurezze, come devo fare?"
Confucio rispose:
"Non crogiuolarti,
la morte renderà sicuro tutto.
Mentre sei vivo,
goditi l'insicurezza"



Anche le cinture di sicurezza
non danno alcuna certezza,
al massimo probabilità maggiori.
Ma non certezza.

Più siamo vivi più siamo insicuri.
Meno siamo vivi meno siamo insicuri.

E ciò non è un problema da risolvere.
Bisogna solo comprenderlo.